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La comunione ereditaria

I beni in eredità.  La comunione dei beni è sempre e solo una e vi entrano tutti i beni del de cuius, esclusi naturalmente quelle di cui ha già disposto in vita (salvo azione di riduzione per lesione di legittima). Il giudizio di divisione deve avere come parti (liticonsorti necessari) tutti gli eredi.
LA COMUNIONE EREDITARIA
La comunione ereditaria sorge nel momento della morte di una persona e si apre così la successione.
I beni del defunto, tutti  i beni (mobili, immobili, crediti ecc), entrano nel cosiddetto asse ereditario e vi è, quindi,  una comproprietà  pro quota tra tutti gli eredi. Con la divisione si vuole trasformare  la comproprietà  dei beni ereditati in più proprietà singole.
Le norme che  regolano la comunione ereditaria sono quelle previste dagli articoli da 713 a 768 del codice civile.
Le modalità di divisione  sono previste dall'art. 727 codice civile.
Alla morte del de cuius si apre la successione e sorge, quindi, una situazione di comunione ereditaria. I chiamati all’eredità devono, naturalmente, accettarla.

 

Quale divisione

L’obiettivo del giudizio di divisione è proprio la trasformazione della proprietà collettiva in proprietà individuale: situazione privilegiata dallo stesso Legislatore.
I coeredi sono proprietari dei beni del defunto secondo quote (indicate dalla legge e/o dal testatore): da tale situazione di con titolarità sono esclusi i legatari, coloro che hanno ricevuto dal de cuius singoli e specifici beni.
Le comunioni ereditarie portano, a volte, a situazioni di conflittualità che se non affrontate  correttamente non recano giovamento ad alcuno degli eredi.
Gli eredi possono vendere e cedere le proprie quote ereditarie, salvo dover comunicare ai coeredi tale volontà di cessione perchè possano esercitare il relativo diritto di prelazione (art. 732 c.c.). Tale cessione non fa venire meno la comunione ereditaria, che si scioglierà solo al momento della divisione dei beni. (Vedi sentenza Cassazione 21491/07).


E' bene premettere che in caso di mancato accordo è prevista la mediazione obbligatoria anche con l'assistenza di un avvocato.